Prime idee per organizzare cultura, politica e mobilitazione

 

associazione c-entra il futuro, Chi siamo“C-Entra il futuro” è un’Associazione di cultura, politica e mobilitazione.

Nasce per colmare l’assenza di luoghi di incontro, discussione, confronto, su singole tematiche di merito, per accordare il linguaggio della politica con il linguaggio delle persone, che poi è il primo segno utile a distinguere la politica che si occupa di sé stessa e quella che si occupa delle persone, soprattutto di quelle che se la passano peggio e che per migliorare la propria condizione hanno bisogno che tutto funzioni un po’ meglio.

L’obiettivo dell’Associazione, aperta a tutti e senza alcuna incompatibilità con l’iscrizione a partiti o movimenti politici, è promuovere discussioni e proposte fondate sulla storia ma affacciate sul futuro, rompendo ogni timidezza o calcolo nei confronti del politicamente corretto o del senso comune.

“C-Entra il futuro” si propone di svilupparsi ed estendersi in tutti i comuni pugliesi, attraverso l’impegno diretto di chi abbia voglia di dire la propria e assieme agli altri contare di più.

L’impegno dell’Associazione “C-Entra il futuro” si fonda sul confronto, sull’analisi e sulla proposta di soluzioni per singole questioni di merito, contrastando approcci semplificatori in grado di rendere prive di significato le parole che caratterizzano la nostra quotidianità.

“C-Entra il futuro” si preoccupa di affermare ogni attenzione verso i più deboli, a prescindere dalla cittadinanza, provando a costruire risposte fondate sulla diversità, intesa come ricchezza e non come limite, e per la comunità.

Ci sono problemi che vanno affrontati senza paura né soggezione, a cominciare da Sanità, Agricoltura e Ambiente, avendo di mira che molte scelte devono essere effettuate con decisione, anche rischiando la riduzione del consenso elettorale, perché le cose valgono per quanto costano e non per ciò che rendono.

La spinta a raggiungere la modernità e il futuro con ospedali d’eccellenza ed efficienti strutture territoriali, con investimenti sulla prevenzione e sul sistema di tutela e protezione sociale, sono ancora una volta le sfide più imponenti nella Sanità pugliese. Il molto che si è fatto non colma il tanto che c’è ancora da fare.
Vuoi diventare parte del futuro?

A questo si aggiunge il grave problema delle liste d’attesa: questione grave e urgente della sanità in Puglia, in grado di oscurare tutte le cose buone che il sistema regionale e i medici assicurano ogni giorno. Scatenare dunque iniziative di responsabilità che non criminalizzino nessuno è il modo migliore per stare dalla parte dei cittadini in fila al CUP, partendo – per esempio – dalla previsione del blocco automatico delle prestazioni a pagamento in caso di tempi più corti di quelli necessari per una prestazione in regime istituzionale.

L’Agricoltura rappresenta il tema più urgente da affrontare in Puglia, in considerazione di molteplici problemi che allo stato hanno creato il più profondo conflitto tra questo mondo produttivo e l’istituzione regionale.

Tra gli interventi più urgenti occorre contrastare il burocratismo e i tempi lunghi nella erogazione delle risorse, accentuare le misure di contenimento della xylella e i provvedimenti di ricostruzione del patrimonio produttivo e paesaggistico andato distrutto. Il tutto sempre in coerenza con la prova scientifica e i ricercatori che la forniscono.

Non può, tuttavia, esserci uno sviluppo coerente con i tempi che viviamo senza un’attenzione prioritaria all’Ambiente. Si tratta di un’attenzione culturale e amministrativa diretta a investire impegno e risorse sulla eliminazione o riduzione di tutte le fonti distruttive o nocive, sostenendo e accogliendo con fiducia la ricerca scientifica tecnologica e con razionalità gli investimenti, per evitare di dover stabilire sulla base di convenienze politiche o suggestioni qual è il diritto tiranno, cioè quello che vale di più, tra quelli al lavoro, alla salute, al paesaggio e alla sicurezza.

In questo contesto più generale, in grado di assumere valore di metodo, si registrano problemi nella chiusura duratura e sostenibile, nei suoi aspetti ambientali ed economici, del ciclo dei rifiuti. Elementi di buon senso, scientificamente quadrati e perciò fondati su differenziata, riuso e trasformazione di materia in energia, devono essere ancora una volta il punto di partenza e di arrivo, in grado di affrontare il problema – pure beneficiandosi di tante buone pratiche messe in atto in diversi comuni pugliesi – con idee accordate con la prova scientifica, la tecnica e l’apparato normativo vigente.

“C-Entra il futuro” sarà dunque un presidio d’informazione e mobilitazione contro ogni forma di chiusura in sé stessi, sotto forma di egoismo dettato dalla paura o di ogni forma d’autonomismo, perché rinchiudersi nelle abitudini dettate dai tempi che si vivono equivale a sentenziare il declino.

In questo senso spicca pure un argomento di attualità, la proposta di autonomia differenziata: la nostra Costituzione prevede di trattare a livello locale ciò che nella realtà – e non in teoria – ha una dimensione locale, alla condizione che siano preservate l’unità del Paese e l’eguaglianza dei cittadini.

Pertanto, la proposta di autonomia del nord sembra che presenti innanzitutto un conto salato per le regioni meridionali, oltre che un ovvio incremento di sprechi e di inefficienze, soprattutto se al potere autonomista non si aggiunge un potere altrettanto autonomo di tassare e quindi l’onere di essere giudicati dagli elettori per i tributi deliberati.

Tra le criticità contenute nelle proposte circolate sull’autonomia differenziata ci sono decurtazioni di risorse nei settori più importanti: sanità, scuola e infrastrutture. È dunque necessario che chiunque, con ragionevole disponibilità, decida di non sacrificare l’interesse dei cittadini per inseguire la chimera propagandistica di un localismo antistorico e contro i propri figli.

associazione c-entra il futuro, Chi siamoIn tema di Sviluppo economico, sia pure nella consapevolezza dei risultati raggiunti in merito all’utilizzo dei fondi comunitari, occorre ridare centralità a una programmazione economica che rappresenti il volano di crescita per il sistema produttivo delle imprese, protagoniste di una rete strutturale capace di connettere esigenze territoriali, incentivare settori strategici e processi di cambiamento quantitativi e qualitativi nel quadro economico della Puglia.

Per questo occorre garantire tempi rapidi nell’erogazione delle risorse, utili a conseguire risultati in termini di occupazione e competitività delle aziende pugliesi; e ciò perché il tempo non è privo di valore sociale ed economico e non può essere sprecato con procedimenti amministrativi ripetitivi perché pieni di sospetti sull’onestà e la buona fede dei cittadini.

Ma non può esserci sviluppo economico senza un’adeguata rete infrastrutturale, anche perché solo con le reti la civiltà verrà a trovarci. Occorre avviare una rinnovata stagione di opere pubbliche, non solo limitata alla ristrutturazione e alla riqualificazione di quelle esistenti, ma in grado di provvedere a un maggiore collegamento del territorio pugliese con il resto della Penisola e alla protezione e mitigazione del territorio dai disastri naturali o conseguenza di precedenti azioni umane dannose o pericolose.

Su tutto deve ottenere la sua più propria posizione di riguardo il sapere, con il relativo rispetto per chi in forza della cultura pratica l’insegnamento, le arti e tutte le professioni incentrate sulla conoscenza scientifica e specialistica. Nei riguardi di questo argomento non c’è euro, minuto o iniziativa che possa rivelarsi uno spreco.

Sono questi alcuni argomenti che per cominciare possono aiutare ad avviare un programma di cultura, politica e mobilitazione, in grado di farci centrare il futuro.

Mobilitati con noi!